Chi sono

Mi chiamo Susanna Bellafiore, e sono nata nel 1956 nella splendida Palermo, crocevia naturale di diversissime popolazioni di cui conserva gelosa le magiche atmosfere culturali. Probabilmente, devo a questo mio felice luogo di nascita ed allo zio paterno, uomo dalla cultura raffinata e dall’amore sconfinato per il patrimonio architettonico cittadino, l’avere scelto, dopo gli studi classici, d’iscrivermi alla facoltà di Architettura. Grazie alla liberalità dei miei genitori ed ad una borsa di studio presso l’Università islamica ed americana del Cairo, ho soggiornato per un anno al Cairo e ciò ha consentito lo studio della lingua araba e quello sulla Storia dell’Urbanistica e dell’Architettura islamica. Affascinata dalla correlazione tra l’architettura palaziale cairota e quella palermitana tra il XII al XIV secolo, ho fatto di questo l’argomento della mia tesi di laurea e della mia prima pubblicazione. Dopo l’abilitazione alla professione di architetto, ho frequentato la Scuola di specializzazione per lo Studio ed il Restauro dei monumenti dell’Università di Roma, conseguendone il relativo diploma con una tesi pubblicata su ”La Cuba di Palermo”. Nello stesso anno, ho pubblicato “La casa islamica”.

Profondamente convinta della “cultura della conservazione” del paesaggio urbano e, del carattere ambientale delle città, ho collaborato per diversi anni con la Sezione palermitana di Italia Nostra e diverse sono state le partecipazioni in qualità di esperta in commissioni di vari Comuni.

Nel 1984 inizia la mia esperienza lavorativa presso la Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici di Palermo con molteplici interventi di restauro sul patrimonio monumentale delle province di Trapani e di Palermo. Ma l’ambiente di lavoro non rispondeva alle mie attese: criteri gerarchici clientelari, la rutine e la mancanza di autonomia in certe decisioni mi hanno spinto ad abbandonare la sicurezza economica di un posto conquistato con fatica e a seguito di un impegnativo concorso. L’azzardo del passo segnato con le dimissioni nel 1996 ha dato inizio ad una nuova vita non solo professionale (progetto di restauro del Palazzo Celestri S. Croce) ma anche, e soprattutto personale. Il dare spazio all’esigenza di interiorizzazione e di spiritualità ha determinato un cambio radicale al mio modo di essere. Si sono schiusi scenari inattesi che mi hanno rivelato insospettati interessi. Lo studio dell’alimentazione, della medicina cinese, dello Shiatsu e della pratica del Qi Gong mi ha fatto comprendere come all’individuo sia possibile intraprendere un percorso autoconsapevole al raggiungimento di un benessere bilanciato tra corpo, spirito e mente.

Il confronto con tali discipline mi ha dato la capacità di trovare la fonte di una rinnovata ed inesauribile energia. Ho saputo riconoscere il mio valore ed individuare il mio punto di equilibrio. Il valorizzare la versatilità, spesso vissuta come temibile discontinuità di obiettivi, mi ha fatto comprendere le molteplici risorse possedute e da sfruttare. Ecco così nel 2013, ancora un cambiamento: divento editore per ripubblicare i testi dell’amato zio, Giuseppe Bellafiore, stimato ed amato come un secondo padre. Allo zio che mi ha sempre seguito e mi è stato sempre vicino nel privato come nei momenti professionali vorrei continuare a dedicare le mie cure e le mie attenzioni così come ho fatto negli ultimi anni della sua vita. Nel suo ricordo, in me granitico ma pericolosamente effimero per gli altri, desidero ritrovarlo nelle sue parole, nei suoi scritti e riproporre non solo i suoi libri sulla storia dell’architettura in Sicilia, ma anche la sua storia di uomo giusto e corretto affinché anche questo lato della sua vita privata possa essere conosciuto ed apprezzato e si sottragga quanto più possibile, all’oblio del tempo.